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venerdì 14 ottobre 2011

(FOTO) Striscione tifosi Roma contro Olimpia

Lo striscione realizzato dai tifosi della Roma contro l'aquila Olimpia.

Reja attacca Totti: "Comico? I suoi spot fanno piangere"

ROMA - Siamo già in clima Lazio-Roma. Secondo fonti provenienti da Formello, quartier generale della Lazio, Reja avrebbe commentato così le dichiarazioni rilasciate da Totti in conferenza stampa: "Comico? I suoi spot fanno piangere".
Reja è da sempre un uomo burbero. Ripercorriamo la sua lunga carriera per capire meglio il suo carattere. A partire dal 1979 iniziò una lunga carriera di allenatore che lo portò alla guida di numerose squadre di serie minori nel corso degli anni ottanta, fino ad arrivare in Serie B alla guida del Pescara nella stagione 1989-1990, subentrando all'esonerato Ilario Castagner, dopo esser stato per due anni allenatore della squadra Primavera del club abruzzese.
Ha ottenuto ben quattro promozioni in Serie A: la prima con il Brescia nel 1997, la seconda con il Vicenza nel 2000, la terza alla guida del Cagliari nel 2004 e la quarta con il Napoli nel 2007. Nella stagione 1991-1992 sfiora con il Cosenza la promozione nella massima serie, svanita solo nell'ultima giornata di campionato allo Stadio "Via del Mare" di Lecce; difatti Reja ha ottenuto i primi successi proprio con la formazione calabrese, con la quale ha conquistato la permanenza in Serie B nello spareggio vinto contro la Salernitana e nella stagione successiva ha mancato la promozione nella massima serie per un solo punto in classifica. I calciatori più utilizzati dal tecnico goriziano furono Oberdan Biagioni, Luigi De Rosae Luigi Marulla. Anche nell'annata 1997-1998, quando subentrò alla coppia Souness-Camolese sulla panchina del Torino, Reja andò vicino alla promozione in Serie A: i granata furono sconfitti ai calci di rigore dal Perugia nella gara di spareggio allo Stadio Giglio di Reggio Emilia.

Il 10 febbraio 2010, a seguito dell'esonero di Davide Ballardini, diventa allenatore della Lazio, rescindendo consensualmente il contratto con l'Hajduk Spalato.

Esordisce sulla panchina dei biancocelesti nella partita contro il Parma, vinta per 2-0 grazie alle reti di Guglielmo Stendardo e Mauro Zárate, facendo ritrovare il successo alla squadra capitolina dopo un lungo periodo. Dopo una lunga rincorsa verso la salvezza, conquistata solo alla penultima giornata battendo in trasferta il Livorno per 2-1, la Lazio chiude il campionato vincendo allo Stadio Olimpico contro l'Udinese per 3-1, attestandosi così al dodicesimo posto finale.

Alla sua seconda stagione, all'inizio in campionato la Lazio perde all'esordio in casa della Sampdoria per 2-0, per poi inanellare una serie di risultati positivi a partire dal turno successivo, il primo allo Stadio Olimpico, in cui batte per 3-1 il Bologna. Complice il pareggio tra Inter e Juventus, la Lazio raggiunge il primato solitario alla sesta giornata, confermandolo al settimo turno battendo il Bari e all'ottavo battendo il Cagliari in casa. Prosegue con una vittoria in casa del Palermo. In queste circostanze Reja ottiene per la Lazio anche il record di punti (22) dopo 9 giornate che non era riuscito neanche nelle due "stagioni-scudetto" della formazione romana. Il rapporto che si crea man mano con la tifoseria è talvolta di contrasto per alcune scelte tecniche. I risultati ottenuti dalla squadra, comunque, spingono molte famiglie biancocelesti a sostenerlo nel finale di campionato.

La situazione cambia all'inizio della stagione 2011-2012; dopo la sconfitta per 2-1 in casa contro il Genoa subita il 18 settembre 2011, infatti, l'ambiente laziale inizia a contestarlo ed il presidente Claudio Lotito, nella giornata successiva, dichiara di aver respinto le dimissioni del tecnico friulano da allenatore della Lazio, confermandolo al timone della squadra capitolina.

martedì 11 ottobre 2011

TOTTI SALTA DERBY LAZIO-ROMA

Roma, Totti non recupera. Salta il derby con la Lazio

Roma, Totti non recupera
Salta il derby con la Lazio

Soffre per la lesione alla coscia destra: un controllo ecografico è previsto la prossima settimana.

Lazio-Roma: La foto dei Defender ospiti a Te la do io Tokyo

Il gruppo dei Defender, nuovo duo rap che ha conquistato la Capitale con l'inedito brano Sesto Senso (Clicca qui per scaricare la canzone) è stato ospite nei nostri studi durante la puntata di Te la do io Tokyo (Centro Suono Sport - 101.500 Roma) di oggi 6 ottobre 2011.
Pubblichiamo una delle rarissime immagini del gruppo 'che spacca' (se la vuoi a risoluzione maggiore basta cliccare sulla foto).

 

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lunedì 10 ottobre 2011

Delio Rossi: "Vedo il derby in Curva Nord e poi vengo ad allenare la Roma"

ROMA - Signor Delio Rossi, nell’inedito e, probabilmente, temporaneo ruo­lo di spettatore, che idea si è fatto del campionato che riaprirà i bat­tenti il prossimo fine settimana? «Sono ancora tutte lì, tutte raccolte in un fazzoletto di punti. Il meglio deve ancora venire. Alcune squadre, poi, mi hanno dato l’impressione di essere ancora lontane dalla condi­zione migliore».

Ne vede anche qualcuna che, al contrario, corre già a un buon nu­mero di giri?
«Domenica scorsa ho vi­sto la Juve: in campo bella compatta. E il Napoli ha fatto un gran debutto so­prattutto in Champions».

Cos’è che l’ha convinta nella Juve?
« L’ho vista corta, aggres­siva e veloce: chi punta allo scudetto que­st’anno dovrà fare i conti con la Juven­tus ».

E il Napoli?
«In grande condizione. Mi ha molto impressionato per il modo in cui è “entrato” in Champions, in un giro­ne molto complicato. Il difficile vie­ne ora: la squadra di Mazzarri do­vrà confrontarsi con squadre che so­no più abituate a questo tipo di com­petizioni ».

Lei ne sa qualcosa visto che con la Lazio si ritrovò a dover fare i conti con il Real Madrid. Se la sentirebbe di dare qualche consiglio al suo col­lega Mazzarri?
«Ripeto, qui hai a che fare con squa­dre abituate a lottare su più fronti, con “rose” ricche. La gestione di più obiettivi contemporaneamente non è semplice: non puoi pensare di im­piegare sempre gli stessi giocatori, devi provare a fare il turn over. Ma poi può capitare che i titolari, quel­li inamovibili, avendo dopo pochi giorni l’appuntamento europeo, tiri­no indietro la gamba nella partita di campionato perché pensano che la Champions sia più importante».

Che derby sarà?

«Non credo che sarà una partita tat­tica. Sono convinto che le due squa­dre giocheranno per superarsi».

Rispetto a questa partita, chi è più avanti?
«La Lazio è più avanti, più collauda­ta: ha confermato l’allenatore e sono stati fatti gli innesti che Reja ha chiesto. Il futuro, però, è della Ro­ma»

Leggi l'intervista completa nell'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio

domenica 9 ottobre 2011

Derby: Roma-Lazio 11-4




La settimana del derby comincia nel pieno rispetto della storia: i Giovanissimi Regionali battono la Lazio 8-2, gli Allievi 3-2.

sabato 8 ottobre 2011

Sabatini: "Forza Lazio, la mia fede è incrollabile" (Foto)


E’ stato direttore sportivo dei biancocelesti, ora lavora per i giallorossi: è il suo derby e ne svela i segreti
Mancano otto giorni al derby. Qual è il primo pensiero del ds Sabatini?
«Una leggera inquietudine, non è un pensiero ma un sentimento. Perché definirla partita normale mi sembra improprio. Non lo è anche se con la Lazio mi sono già incrociato diverse volte con il Palermo. Ho perso e vinto, una certa abitudine ce l’ho, ma il derby è una circostanza diversa».
E’ toccato dal punto di vista personale?
«Sì, mi tocca. Dovrei considerarla una partita da tre punti. Quando ci avvicineremo all’evento, non guarderò la classifica: sarò totalmente risucchiato dai sentimenti».
Si sente romanista o non si è mai sentito laziale?
«Io sono stato laziale, sono stato laziale e direi anche con fede incrollabile in quel momento storico della mia vita. E’ un passato che non rinnego, non l’ho fatto quando mi sono presentato ai romanisti, non lo faccio alla vigilia della partita, anche se la Roma per me è una questione chimica. Non è stato difficile riaccendere una scintilla perché, se pur male, nella Roma ci avevo giocato, quindi è stata una sorta di immediatezza rituffarmi in quell’universo. Per la verità l’universo romanista lo devo ancora decifrare compiutamente».
Cosa deve decifrare?
«L’universo Roma è ricco, variegato, imperscrutabile. E’ pregno di sentimenti, di opinioni, di ansia, di arroganza, di generosità, di ironia, di prosopopea. Bisogna entrarci dentro, capire tutto è la mia priorità».
Quali differenze ci sono tra l’ambiente della Roma e quello della Lazio?
«Sono due momenti storici diversi della mia vita. La Lazio era una situazione collinare, dico collinare perché l’eco della città arrivava attutita. In quel momento della mia vita agivo con le stesse funzioni, ma quasi completamente in penombra».
Perché ha chiesto a Di Benedetto se avesse capito cos’è il derby?
«Il derby lo capisce solo chi lo vive, non basta un racconto. Era una segnalazione, si andava a tuffare in un’emozione smisurata. Ho voluto avvertirlo, mi pare abbia capito. Ha capito qual è il sentimento popolare anche se di Roma devo dire, ed è bene che tutti lo sappiano, romanisti e laziali, si apprezza il senso dell’ironia. Non ha eguali in Italia».
Come arriva la Roma al derby? E la sente già sua?
«Ci arriva con una moderata tranquillità perché negli ultimi giorni alcune cose si sono aggiustate, altre si dovranno aggiustare per poter essere competitivi. La Roma la sento già fortemente mia, la sento fortemente di un gruppo di persone che sta mettendo energie, forze, idee dentro questo progetto».
A luglio parlò del calcio arrogante di Luis Enrique. Sul campo lo vede?
«Sto vedendo alcuni bagliori di quel tipo di calcio, Luis lo sa. Ieri mattina mi diceva che si sente ancora neanche a metà del cammino».
Dove arriverà a fine cammino?
«La fine del cammino non significa necessariamente vincere le partite, anche se tutti vogliamo vincere. Ci arriverà quando avrà costruito un’idea solida, forte di calcio, che potrà essere interpretata dagli attuali e dai futuri calciatori della Roma».
Può un calcio nuovo pagare in una partita come il derby?
«Quella di Luis Enrique non voglio definirla un’idea nuova, ma solo un’idea del calcio. Il calcio è capiente di idee, fatti e misfatti. Non c’è niente di nuovo in quello che stiamo facendo, ma solo qualcosa di preciso. Ovvero la voglia di interpretare la partita, di cercare sempre di costruirla attraverso le nostre qualità e un canovaccio condiviso da tutti i calciatori in uguali proporzioni. E facendo riferimento anche alla fatica. Se questo calcio sarà ferocemente applicato pagherà nel derby come in altre partite a prescindere dal risultato. Se fossimo stati legati al risultato, a Roma già sarebbero successi gli sconquassi, invece abbiamo tenuto secondaria l’esigenza di vincere rispetto all’affermarsi di un modo di essere e di interpretare il calcio. Poi è chiaro che ci aspettiamo di vincere le partite. Anche parecchie partite».
Di Benedetto ha parlato di Champions in tre anni. Non è troppo tempo?
«No. Di Benedetto fa coincidere i tempi sportivi con il consolidamento delle imprese societarie, le operazioni che lui e il suo gruppo hanno in mente di proporre e produrre per la Roma. Ci vedo un sano e concreto realismo».
Qual è l’obiettivo sportivo della Roma quest’anno?
«L’obiettivo sportivo non coincide con esigenze di classifica. Quest’anno dobbiamo costruire un modo di essere, che sia solido e che costituisca il denominatore comune a tutti i calciatori. Poi siamo coscienti che la retorica, nel calcio e anche nella vita, non deve essere prevalente sul pragmatismo che serve per affermarsi».
Dieci acquisti la Roma, sette la Lazio. Chi ha operato meglio?
«La Lazio ha operato benissimo. Ha fatto delle scelte mirate e volendo puntare ad un risultato immediato, non voglio dire oggi ma per produrre risultati importanti nel giro di questa e della prossima stagione. La Roma ha cercato di integrare con un gruppo di giovani lo zoccolo duro altamente competitivo che già possedeva. Da questa sintesi tra nuovi e vecchi speriamo si produca un risultato accettabile nel presente e un grande risultato a breve termine».
Un grande risultato significa scudetto?
«Intendo un grande risultato, non voglio parlare di scudetto. Starà ai tifosi stabilire quale potrà essere un grande risultato».
La Roma ha scelto una linea giovane, la Lazio giocatori più esperti. La differenza l’hanno fatta le idee di Sabatini?
«Sono stato scelto da Di Benedetto e Baldini per quello che ho potuto esprimere nel corso della mia attività e quindi era quasi normale la direzione che avrebbe preso il mercato della Roma. La Lazio ha fatto scelte importanti. A vederli oggi Klose e Cisse, due calciatori anagraficamente non giovanissimi, sembrano due ragazzini. Hanno freschezza, voglia di fare, sono propositivi: mi stanno impressionando. Anche gli altri giocatori che sono andati a prendere sono di rendimento e molto affidabili. L’unica scommessa è Lulic».
Che ne pensa di Lulic?
«E’ contraddittorio. Tutto e il contrario, ma quando fa il tutto è impressionante in senso positivo».
Nel derby teme di più Klose, Hernanes o Cisse?
«Dovrei rendere organico un discorso per tutti e tre i giocatori che si integrano a meraviglia. Tutti e tre insieme sono portatori di tutte le soluzioni tecnico-tattiche dello scibile calcistico. Uno può agire di potenza, l’altro con opportunismo e c’è la tecnica. Il calcio è ampiamente rappresentato in tutte le sue forme, quindi mi fanno notevolmente paura».
Reja è l’allenatore giusto per la Lazio?
«E’ stato sicuramente l’allenatore giusto per la Lazio. Se potrà essere l’allenatore giusto di questa Lazio dipenderà dalla sua fortuna, non certo dalle sue qualità, che sono conosciute».
E’ contento sia in arrivo Baldini?
«Assolutamente sì. Sono già tornato nel mio cono d’ombra e sto facendo una deroga con questa intervista. Baldini sarà portatore di cultura e mentalità. Poi sarà l’interfaccia di tutte le componenti, non solamente calcistiche, che caratterizzano l’attività di questa società insieme a Fenucci».
Qual è l’operazione da ds della Lazio che ricorda con maggiore orgoglio?
«Ce ne sono tante. Vedendo il suo livello di rendimento, di Stefano Mauri sono orgogliosissimo, mi dà gioia: a distanza di tanti anni, oggi rappresenta ancora un valore aggiunto. Potrei dire lo stesso di Rocchi e Ledesma. Era stata la prima ondata di Lotito. Mi inorgoglisce Diakitè, perché quando entra è quasi sempre all’altezza della situazione, è giovane, ha margini di miglioramento importanti, è costato pochissimo. Potrei dire Kolarov visti gli esiti sportivi e commerciali che ha avuto in carriera. In generale conservo un ricordo professionalmente appagante della Lazio. Abbiamo, non dico ho perché altrimenti Lotito si indispettisce, in un’altra epoca e con altre esigenze, centrato risultati importanti. Il primo anno con Rossi l’Uefa, nel secondo la Champions nonostante la penalizzazione, attigendo a un altro mercato, quello dei parametri zeri, dei prestiti, del tetto salariale a 500 mila euro. Accetto le critiche dei contestatori, ma sarebbe meglio rivisitare la storia della Lazio».
I contestatori le rimproverano gli acquisti di Carrizo e Makinwa.
«Parlo di Carrizo. E’ un ottimo portiere, il suo acquisto fu figlio di un’ipnosi collettiva. Mi assumo la responsabilità di quello che ho fatto. Peruzzi smetteva di giocare a calcio. Lui stesso, dopo averlo visto, segnalò Carrizo come uno dei suoi possibili successori, lo disse generosamente. Partì un’ipnosi collettiva, sembrava non potessimo giocare a calcio senza Carrizo. Decidemmo di rinunciare a Lloris, già preso per 2 milioni, in virtù di questo convincimento».
Pentito?
«Il pentirsi nel calcio è troppo facile. Carrizo non è vecchio, nella scorsa stagione ci fu una petizione popolare dei tifosi per trattenerlo al River Plate tanto aveva giocato bene. Un paio di errori fatali, nel momento decisivo del campionato, e la sua situazione si è ingarbugliata. Ma Carrizo è forte e sono convinto si ricostruirà nel tempo».
Meglio Lichtsteiner o Kolarov?
«Due operazioni speculari, hanno prodotto soddisfazione tecnica ed economica. Su Lichtsteiner ho dato solo il mio parere, ero già in uscita dalla Lazio».
Radu come l’ha scoperto?
«Giocando contro la Dinamo Bucarest nel preliminare di Champions, ci aveva impressionato. E soprattutto aveva impressionato Delio».
Perché su Lamela ha bleffato dicendo che non vi interessava?
«A un certo punto pensavo di non poterlo più prendere. Lamela era un affare molto delicato, come nel caso di Pastore c’erano molte società interessate e allora bisognava tenerlo coperto. E’ stato sfortunato, è arrivato qui in condizioni di grande precarietà fisica. Sono certo che il futuro sarà suo. La Lazio? Non credo fosse interessata all’argentino».
E’ davvero il nuovo Pastore?
«Sono due giocatori diversi. Abbiamo tutto il tempo per apprezzare Lamela, ha 19 anni e un contratto lungo 5 stagioni. Non abbiamo nessun tipo di urgenza».
E’ stato più difficile prendere Lamela o Behrami?
«Behrami era molto costoso. Lotito fece un sacrificio enorme, spese intorno ai 5 milioni. Una cifra compromettente per quella Lazio. Ricordo i suoi primi due mesi, non ingranava, anche Delio un giorno espresse qualche preoccupazione. Poi ha fatto bene. Acquistare Lamela è stato più difficile e costoso. Prendere uno dal River Plate non è come prenderlo dal Verona».
La Lazio è stata vicina a Pjanic prima che arrivasse la Roma?
«Non lo so. Io lo seguivo, non pensavo che il Lione lo cedesse. Quando si è appalesata questa possibilità, abbiamo deciso, facendo un sacrificio».
Nel suo passato un derby da giocatore con Liedholm. Entrò a dieci minuti dalla fine e sparò il pallone del possibile pareggio in Curva Nord. Ricorda?
«Sì e ancora oggi mi affligge, ricordo un numero inimmaginabile di Bruno Giordano sulla linea di fondo: bevuto Sandreani con un dribbling a rientrare sul destro e un siluro sparato sul primo palo. Uno spiraglio appena, il pallone finì all’incrocio dall’altra parte, Paolo Conti lo vide solo passare. Mi chiesi se era stata una magia e da dove fosse passata quella palla, non c’era spazio. Rimasi abbagliato da Giordano. Tanto abbagliato che quando entrai in campo, Liedholm mi mise dentro senza riscaldamento, mi ritrovai l’occasione giusta per pareggiare. Sul cross di Pellegrini, per la fretta di colpirla, non feci scendere la palla e la mandai di sinistro in Curva Nord. Guardavo il pallone finire la sua corsa dietro i raccattapalle e mi chiedevo “perché sono qui?“. Il mio calcio non si può raccontare, era frammentario...» Da ds della Lazio ne ha vinti due.

venerdì 7 ottobre 2011

Ilary Blasi: "Totti è una tigre a letto ed in campo"

«Quando Francesco (Totti ndr.) si fa male gli scatta una grande grinta, perchè ha ancora una grande voglia di fare e di dare». 


Lo afferma Ilary Blasi, moglie del capitano della Roma, Francesco Totti

Lazio: battere la Roma con il possesso palla

Nella seduta pomeridiana, la Lazio si è concentrata sul possesso palla. Nel riscaldamento, 3 squadre e possesso palla prima con i piedi e poi con le mani.

Biava: "Roma ti batto al derby"

Prima di entrare nel centro sportivo di Formello Giuseppe Biava ha caricato l’ambiente in vista della stracittadina del 16 ottobre

Roma-Lazio: domani doppio derby

(di Valerio Valeri) Domani pomeriggio alle 14.30 sul campo “Testaccio” del “Fulvio Bernardini” a Trigoria andrà in scena il primo derby stagionale tra i Giovanissimi Fascia B Elite della Roma e i pari età della Lazio, in contemporanea con l'altra stracittadina che vede impegnati gli Allievi Fascia B Elite al campo “Gentili”.

Abel Balbo: "Ve lo dico io chi vincerà il derby"

È la settinama delle Nazionali (stasera scende in campo l’Italia) ma a Roma si parla solo di una partita: il derby di domenica 16. L’attesa è tanta, i tifosi della Roma sognano di continuare la tradizione positiva degli ultimi anni contro la Lazio di Reja. Per parlare di questa gara, acalcionews24.com è intervenuto in esclusiva un grande protagonista del passato nei derby, l’ex attaccante della Roma Abel Balbo“Il derby di Roma è secondo me il derby più bello di tutta Italia, si inizia a parlare di questa partita già da quando esce il calendario e quando ci si avvicina alla data, sale la tensione in tutti. È un derby dove può succedere di tutto, dove spesso chi parte senza i favori del pronostico riesce a vincere la partita, una partita che è esclusa dalla stagione normale, per tutto ciò che ne comporta. Una vera e propria guerra di nervi, vince chi riesce a gestire meglio la pressione perché i valori in classifica non contano più di tanto quanto c’è un Lazio-Roma. Chi vedo favorito stavolta? Secondo me quest’anno c’è grande equilibrio, la Roma è partita molto male ma poi si è ripresa alla grande, col passare delle giornate: Luis Enrique è uno che sa osare, mi piace il modo con cui tiene in campo la squadra. Reja invece dovrà convinvere con la pressione, ha sempre avuto difficoltà con la Roma: la sua Lazio se la può giocare, l’organico è molto buono e mi sembra che la squadra sia in forma. Quest’anno saranno sfide molto aperte”.

Stekelenburg: ruggito pre-derby


La società giallorossa, attraverso la pagina Facebook, mostra le foto di Stekelenburg impegnato negli allenamenti odierni...

FACEBOOK ROMA, STEKELENBURG A LAVORO NELL’ALLENAMENTO ODIERNO – Attraverso la sua pagina diFacebook, la Roma pubblica una foto del portierone olandese mentre effetua un’esercizio sulle prese alte agli ordini del preparatore Nanni. Marten si è ormai completamente ristabilito dal suo infortunio e dovrebbe essere lui il prescelto per difendere la porta giallorossa nel prossimo derby.
Ecco il post pubblicato dell’As Roma sulla sua pagina del popolare social network: “Stekelenburg lavora sodo con Lobont e Curci in vista del derby | Stekelenburg working hard with Lobont and Curci

Heinze: "Vi dico la mia verità sulla Lazio"



La Roma
 ha pubblicato sulla propria pagina ufficiale di Facebook, un’anticipazione dell’intervista rilasciata da Gabriel Heinze a Roma Channel, in onda questa sera sul canale tematico giallorosso  alle 19.30. Al difensore sono state poste alcune domande dei tifosi romanisti, raccolte proprio tramite il noto social network. Queste le dichiarazioni dell’argentino:
Gabi, vedendo gli allenamenti su Roma Channel mi chiedo come hai fatto a diventare in così poco tempo un punto di riferimento per i tuoi compagni.
“A dire il vero non mi considero un leader. Quello che vedono i tifosi non è altro che il mio modo di essere. Credo sia fondamentale, in un gruppo nuovo come il nostro, conoscersi bene e remare tutti nella stessa direzione: per vincere è necessario essere uniti. A me, in particolar modo, piace scherzare e parlare con i compagni. Non lo faccio sempre però… altrimenti il mister si arrabbia!”
È vero che hai rifiutato la Lazio per venire alla Roma?
“No, non ho rifiutato la Lazio. Personalmente non ho avuto nessun contatto con loro. Nel momento in cui ho capito quanto fosse concreta la possibilità di giocare nella Roma ho deciso di venire a tutti i costi. E con presupposti come questi le trattative sono state molto semplici”.

Totti ci sarà al Derby? Leggi e scoprilo :)

ROMA - Migliorano le condizioni fisiche di Francesco Totti. Il capitano della Roma, alle prese con una lesione alla coscia destra dalla gara di campionato con l'Atalanta, è stato questa mattina presso Villa Stuart per una serie di accertamenti clinici (ecografia e risonanza magnetica) che hanno evidenziato un miglioramento del 50% e una corretta riparazione del muscolo.

IL PROGRAMMA - Il capitano, che da lunedì ha svolto a Trigoria esclusivamente fisioterapia, domani farà il punto della situazione col responsabile dello staff medico giallorosso, Gemignani, mentre martedì si sottoporrà a un nuovo controllo sperando di poter ricevere il via libera e tornare così a disposizione di Luis Enrique per il derby con la Lazio in programma dopo la sosta del campionato. L'unica controindicazione potrebbe derivare dal fatto che una eventuale ricaduta (molto frequente quando le lesioni muscolari non sono completante riassorbite) costringerebbe Totti a un lungo stop. Per questo a Trigoria la situazione sarà presa con le molle, e prima di pensare al derby si penserà a tutelare la salute del numero 10.

giovedì 6 ottobre 2011

DiBenedetto esagera: "Il derby è una guerra civile"


GASPORT (A. CATAPANO) -Preparato, sicuro di sè, ma tradito da una gaffe clamorosa. «Il derby — gli chiedono —? Me ne hanno parlato, a Roma somiglia a una guerra civile». Panico a Stanford Bridge, doveThomas DiBenedetto ha appena tenuto banco al convegno «Leaders in football». I colleghi inglesi lo guardano perplessi, i cronisti italiani hanno già chiamato Roma. La correzione arriva a stretto giro di posta — anche per tranquillizzare il Questore Francesco Tagliente, con cui il presidente della Roma si è impegnato a preparare un «derby in sicurezza» — ma l'impatto forte resta. «Volevo dire che sarà una battaglia calcistica, una sfida speciale, la prima per me: intendiamo vincerla, obviously».
In campo Ovviamente il paragone-derby con la guerra civile si prende il titolo, ma il DiBenedetto-pensiero, al primo banco di prova internazionale e nel giorno in cui la Consob dà il sospirato ok all'Opa che scatterà il 13 ottobre, regala altre chicche. Ispirate dal solito filo conduttore: «Il nostro obiettivo è aumentare i ricavi del club, in cinque anni contiamo di raddoppiarli. Ma la condizione per raggiungere questo traguardo — dice a chiare lettere — è alzare la competitività della squadra. Innanzitutto, riportarla in Champions League»E le prime mosse sono andate proprio in questa direzione. «Abbiamo scelto gli uomini migliori: Baldini è un grande manager e Sabatini uno scopritore di talenti. La campagna acquisti è stata molto soddisfacente e Luis Enrique un ironman con un'idea di calcio eccitante. Dopo qualche iniziale difficoltà, in cui abbiamo difeso l'allenatore con tutte le forze, la Roma sta dimostrando che con la cultura del lavoro si può vincere. Sono stupito che la squadra stia già giocando così bene, ma del resto tutti i calciatori si applicano tantissimo, in particolare Totti dà l'esempio. Mi dicono che è sempre l'ultimo a lasciare Trigoria».
Altro che pigro... «Non è tempo di pensare ad una sua carriera da dirigente: per noi è fondamentale, darà ancora tanto sul campo».Stadio e dintorni E la Roma americana, dove l'avranno portata DiBenedetto e i suoi soci tra qualche anno? Probabilmente in una nuova casa. «Questo club ha enormi potenzialità, ma l'eredità che abbiamo ricevuto per ora non ci ha permesso di discostarci troppo dal bilancio. Lo stadio nuovo è la nostra priorità — ribadisce —. Se riuscissimo a inaugurarlo entro 3-5 anni sarei molto soddisfatto». La politica e la città si sono messe a disposizione del progetto-Roma: legge sugli stadi sbloccata e aree che spuntano come funghi. Tor di Valle, nel quadrante Sud, resta in pole — il proprietario, Gaetano Papalia, assicura: «C'è un accordo per venderla subito a Luca Parnasi, che può costruirci lo stadio della Roma, a patto che il trotto abbia il suo nuovo impianto al Pescaccio» — ma alle brutte anche il sindaco Alemanno metterà a disposizione un paio di aree pubbliche. Troppa grazia, Lotito si arrabbierà. 

mercoledì 5 ottobre 2011

Derby si avvicina: tutti gli sfottò di oggi nelle radio romane


C’è di mezzo l’impegno della nazionale ma l’attesa per il Derby del 16 ottobre comincia a farsi sentire. Lazio e Roma vanno bene in campionato ed in campo si prevede anche una partita spettacolare. E sugli spalti?

In attesa di vedere le coreografie delle due Curve, e qualche sfottòecco alcune anticipazioni via etere. La scelta è stata fatta da “Il mio canto libero” la trasmissione radiofonica che va in onda tutti i giorni su Radio ERRE2. Sandro e Mauro, i due ideatori e conduttori, hanno dato il via all’esperimento ed ecco che sono arrivati nel giro di pochi minuti centinaia di idee nelle quali la goliardia fa la padrona “Laziale se il risultato de qunado me magno prugne secche” , “Prima Di Canio poi Zarate, ma voi quanno ve ne annate?”"Laziale sei più brutto de 'na chiamata alle armi in tempo de guera" e via scrivendo.... In altre trasmissioni, invece, la goliardia parte direttamente dai conduttori.Mario Corsi, nella sua Te la do io Tokio su Centrosuonosport, definisce la Lazio una squadra di "pippe ar sugo" e lancia la proposta di una nuova "rivoluzione culturale" nell'approccio ai laziali, in uno scherzo continuo che va avanti per tutta la trasmissione con battute tra lui, Galopeira e gli ascoltatori.

Su RadioRadio il derby si aspetta solo in maniera professionale, mentre Max Leggeri, su Radio Manà Manà Sportesordisce con un "Il prossimo avversario della Roma non è granchè. Per questo motivo, se fossi in Totti, non forzerei il ritorno in campo..."

martedì 4 ottobre 2011

LEGGERI: "Fossi in Totti non forzerei il ritorno in campo" - NISII: "De Rossi è conquistato dal progetto di Luis Enrique" - PINCI: "Brava Roma a creare pagine ufficiali su Twitter e Facebook"

Il derby, in programma tra poco più di dieci giorni, e il rinnovo del contratto di De Rossi, in scadenza giugno 2012. Questi gli argomenti del giorno nell'etere. Per quanto riguarda la stracittadina, da segnalare una curiosa previsione di Enrico Maida: “Vince la Lazio con autogol di Osvaldo”. Max Leggeri, invece, consiglia Totti di non forzare i tempi per il rientro, “tanto il prossimo avversario non è granchè”. A proposito di De Rossi, David Rossi fa un appello: “Chiedo alla Roma e a Daniele di trovare un punto d'incontro. Abbiamo bisogno di questo giocatore”.
Questo e tanto altro in "Massimo Ascolto", rubrica de LAROMA24.IT, curata da Tiziano Riccardi. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici della Capitale. Buona lettura.
 
* Il derby? Lo vince la Lazio con autogol di Osvaldo. (Enrico Maida, Manà Manà Sport, 88.100, 1927)
 
* Il prossimo avversario della Roma non è granchè. Per questo motivo, se fossi in Totti, non forzerei il ritorno in campo. (Max Leggeri, Manà Manà Sport, 88.100, 1927)
 
* Chiedo alla Roma e a De Rossi di trovare un punto d’incontro perché noi di Daniele abbiamo bisogno. (David Rossi, Tele Radio Stereo, 92.7)
 
* Si può dire una cosa: per un periodo della scorsa stagione, De Rossi aveva pensato di lasciare la Roma perché non convinto da ciò che lo circondava. Ora, invece, è conquistato dal progetto di Luis Enrique. (Federico Nisii, Rete Sport, 105.6)
 
* Faccio fatica a pensare che De Rossi se ne possa andare, più che altro faccio fatica a pensarlo felice in un’altra realtà che non sia Roma. (Riccardo Trevisani, Tele Radio Stereo, 92.7)
 
* Faccio un pronostico: il primo atto di Baldini, da vicepresidente o direttore generale della Roma, sarà il rinnovo di De Rossi. Ripeto, è un pronostico, non è una notizia. (Mimmo Ferretti, Tele Radio Stereo, 92.7)
 
* Per Stekelenburg non sarebbe stato male tornare in campo con la nazionale, già qualificata. A questo punto non credo possa giocare il derby. (Giancarlo Padovan, Radio Ies, 99.8, Radio Città)
 
* L’unica rivoluzione culturale che vogliamo a Roma è questa: prendere sempre giocatori forti e arrivare ogni anno tra le prime tre. (Mario Corsi, Centro Suono Sport, 101.5, Te la do io Tokyo)
 
* Per Osvaldo ora si parla di Nazionale. Il ragazzo ha fatto ricredere tutti in appena quindici giorni. (Marcello Micci, Radio Ies, 99.8, Radio Città)
 
* Prima lo chiamavo Perez, dopo il gol è Krkic, ma non lo vedo ancora Bojan. (Giuseppe Giannini, Rete Sport, 105.6)
 
* La Roma è cambiata. Luis Enrique si è corretto mostrando buon senso e intelligenza. (Franco Melli, Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo sport)
 
* Luis Enrique è talmente matto che, se vede Lamela in grado di giocare il derby, lo butta in campo senza alcuna esitazione. (Alessandro Paglia, Rete Sport, 105.6)
 
* La crescita della Roma è la crescita naturale del gioco di Luis Enrique. (Angelo Mangiante, Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo sport)
 
* Non ho visto grandi rivoluzioni da parte del tecnico. La sua forza, a differenza di Gasperini, è quello di esser rimasto fedele alle sue idee. (Gianluca Piacentini, Radio Radio, 104.5, Radio Radio lo sport)
 
* Se Pallotta riuscirà a costruire lo stadio vorrà dire che l'avrà... spuntata. (Marco Madeddu, Tele Radio Stereo, 92.7)
 
* Brava la Roma a creare due pagine ufficiali su Facebook e Twitter. L'importante, però, sarà non sbandierare queste iniziative se le vittorie non dovessero arrivare. (Matteo Pinci, Manà Manà Sport, 88.100, 1927)
 
* DiBenedetto è presidente da neanche dieci giorni e si sta già muovendo benissimo tra le istituzioni. Gli americani non perdono tempo, soprattutto in ambito stadio. (Carlo Lazotti, Radio Ies, 99.8, A tutto campo)

Matteo Roscioni (Rete Sport): "Se i laziali perdono il sesto derby scatta il suicidio di massa"

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lunedì 3 ottobre 2011

Totti, lesione muscolare: il derby si allontana

ROMA - Francesco Totti è a forte rischio per il derby con la Lazio in programma fra due settimane dopo la sosta. Il capitano della Roma si è svegliato stamattina con un dolore alla coscia destra, tanto che è stato necessario effettuare subito una risonanza. Gli esami hanno evidenziato una lesione muscolare.

I medici proveranno a recuperarlo, ma c'è molta preoccupazione a Trigoria: dipenderà molto dall'esito delle terapie riabilitative a cui si è già sottoposto in giornata.

Totti si era bloccato ieri durante la partita con l'Atalanta, calciando un pallone verso la metà del secondo tempo. Aveva subito chiesto il cambio ed era stato sostituito da Pizarro. In serata aveva rassicurato tutti sulle sue condizioni perché non sentiva dolore, stamattina poi la brutta sorpresa.